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Retail: vele spiegate alla volta del digital

Retail: vele spiegate alla volta del digital

Il settore retail in Italia è pronto per cavalcare la trasformazione digitale. Lo dice una ricerca che la multinazionale del software, Microsoft, guidata in Italia da Silvia Candiani, ha condotto con Retail Institute.

Ad oggi il trend è chiaro, la scenografia delle vendite al dettaglio sta ufficialmente migrando nel mondo dell’e-commerce.

Sono ben l’82% i retailer italiani che hanno iniziato la trasformazione verso il digitale. Il 47% ha iniziato il percorso tra i 2–5 anni fa, il 13% lo ha iniziato lo scorso anno, il 22% è “cloud-born”, il 9% lo sta pianificando mentre un altro 9% non può permetterselo.

Durante il 2018 gli investimenti in questo senso riguarderanno principalmente gli strumenti di business intelligence (55%), cloud computing (41%), internet of things (21%), e suscitano interesse anche machine learning/artificial intelligence (14%), in un’ottica di impresa sempre più 4.0.

I trend e le prospettive del mondo retail e della shopping experience cambiano a vista d’occhio, grandi e piccole aziende si stanno organizzando per seguire il flusso della trasformazione, aziende come PradaCoopHouse of Dagmar.

Tra le motivazioni che portano ad abbracciare la digital transformation, certamente la scelta sempre più condivisa di voler porre il cliente al centro. Tra i tanti vantaggi potenzialmente acquisibili anche la produttività e ovviamente la riduzione dei costi. La produttività è ritenuta uno dei principali plus dal 67% dei retailer, seguita a breve distanza dal maggior coinvolgimento dei clienti.

Il digitale rappresenta una grande fonte di spinta per quanto riguarda tanto la produttività quanto la customer experience, non a caso in un’azienda su cinque è stata creata la figura del chief digital officer.

Per competere con successo in un mercato sempre più dinamico e conquistare un consumatore, sempre più esigente, è fondamentale creare esperienze differenziate e personalizzate: Eataly, ad esempio, in collaborazione con Microsoft e con il partner Capgemini Italia, supporterà il proprio percorso di trasformazione digitale adottando Microsoft Dynamics 365, la piattaforma cloud che integra molteplici applicazioni per rispondere in modo personalizzato alle esigenze di business.

Microsoft sarà anche partner di Prada i cui obiettivi digitali riguardano la creazione di campagne studiate basandosi sulle caratteristiche dell’audience, per incrementare il rapporto one to one tra brand e consumatori e supportare il business con insight significativi.

La shopping experience dovrà puntare all’omnicanalità, anche perché i compratori 4.0 tenderanno ad aspettarsi differenti tipi di percorsi che, idealmente, attraversano diversi canali a seconda del momento, del desiderio o della necessità. In questo senso i retailer non devono deluderli perché il rischio è quello di perdere business.

I retailer dovranno imparare a guardare meglio chi sono i loro nuovi competitor. Sul mercato della distribuzione, infatti, si stanno affacciando nuovi modelli distributivi che arrivano da altri settori come, ad esempio, Amazon Peapod.

Il futuro della distribuzione, dei retailer 4.0, scommette tutto sugli ormai imprescindibili strumenti digitali e sembra che per partecipare alla gara questa sia ormai una scelta obbligata.

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"I miei interessi" è il blog di Conto Facto. 

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