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Investire per i figli

Investire per i figli

Scelta obbligata o virtuosa quella di investire per i figli?

Se il Financial Times il mese scorso ha dichiarato che dal punto di vista economico abbiamo raggiunto il «miglior risultato dall’inizio della crisi», è anche vero che il timore per un futuro finanziariamente incerto spinge le persone a guardarsi in giro quando si parla di investimenti e prospettive previdenziali.

Secondo l’osservatorio di Federconsumatori, il costo medio per mantenere un figlio fino all’età di 18 anni può variare dai 113 ai 270 mila euro. Quelli che spesso i genitori non inseriscono nel conto sono i costi che potranno presentarsi quando il figlio vorrà intraprendere un percorso universitario.

Negli Stati Uniti è una tradizione consolidata quella di creare fondi che serviranno alla formazione universitaria dei figli, anche se con rilevanti differenze di genere. Il The Wall Street Journal, attraverso una statistica, ha dimostrato che il 50% delle famiglie con figli maschi ha risparmiato i soldi per il college, contro il 39% dei genitori di ragazze.

“Mettere da parte una somma di denaro oggi da destinare al figlio dopo la sua maggiore età è certamente un atto di sacrificio che implica degli sforzi, ma che a lungo termine potrà portare rilevanti benefici  -  spiega Diego Da Basso, consulente finanziario con base a Londra  -  Esistono tanti prodotti che possono garantire un capitale per i propri figli, ma per ognuno di essi è opportuno valutare il livello di rischio, le spese e il tasso di rendimento.”

Anche in Italia si fa strada la necessità di accumulare un mini tesoretto per il futuro dei figli, fino a poco tempo fa, libretti di risparmio e i Buoni fruttiferi postali erano i “salvadanai” degli italiani, un modo per donare denaro e futuro a figli e nipoti, con la cifra iniziale rimpolpata in occasione di ricorrenze e di eventi.

Purtroppo sono stati messi fuori legge, in seguito ad una direttiva comunitaria anti riciclaggio. Rimarranno, invece, i libretti nominativi, che di fatto però sono semplici conti correnti di risparmio.

A fronte del declino di questi mezzi “più tradizionali” per risparmiare sono venute alla luce nuove diverse soluzioni per tutelare il futuro: polizze vita, che prevedono il versamento di premi assicurativi periodici, per esempio, o i fondi comuni, che investono i risparmi in strumenti finanziari come azioni e obbligazioni, oppure i più sicuri e garantiti conti deposito. 

Altre idee valide per investire a favore dei figli potrebbero essere i buoni fruttiferi postali fino ai 18 anni, sono buoni che vengono intestati ad un minorenne che ha un’età compresa tra 0 e 16 anni e mezzo. Il tasso di interesse di questi BFP matura fino al raggiungimento del 18° anno di età dell’intestatario. Anche i piani di accumulo del capitale (PAC) sono molto quotati dalle famiglie, al momento della sottoscrizione si decide la durata, il numero totale dei versamenti e il loro importo. La scelta del miglior Pac dipende dal profilo di rischio e dall’orizzonte temporale di cui si dispone.

Investire per il futuro dei figli è diventato un fattore prioritario e anche se la ripresa è certificata, tutelarsi è sempre una buona scelta.

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