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I miei interessi stories: Paola Bonomo

I miei interessi stories: Paola Bonomo

“Tutti i discorsi sui Paesi hanno e avranno sempre meno senso.

Stiamo superando il tema della territorialità: nell’ultimo anno ho visto sempre più team con imprenditori provenienti da Paesi diversi.

C’è sempre meno bisogno di una sede fisica centrale. Qual è la sede del Bitcoin o di Ethereum? Sono strutture di business che hanno community sparse in tutto il mondo.”

“Un piano di investimenti che valga due punti di PIL: è la proposta per recuperare il gap competitivo dell’Italia, che non dipende solo dalla carenza di capitali” spiega Paola Bonomobusiness angel del 2017 in Italia, business angel donna 2017 in Europa.

Paola Bonomo spiega come sceglie le imprese su cui investire: devono essere davvero disruptive, con un team consapevole (anche dei limiti).

«Faccio la business angel dal 2009, ho aderito all’associazione Italian Angels for Growth (IAG).

Ma qualche anno prima, insieme ad amici, avevo finanziato un’ acetaia a Modena.»

Nel 2009 pochi sapevano cosa facesse un “investitore privato informale” che rischia di suo con le start up, tant’è che agli esordi alla Bonomo, che aveva appena aderito all’Italian Angels for Growth, chiedevano se prestasse assistenza per i senzatetto, in quanto al tempo erano ben più conosciuti i City Angels, l’associazione di volontari fondati da Mario Furlan.

«Finora ho investito in 20 startup. Non ha senso fare il business angel se non arrivi a un portafoglio di 20–25 società. È questo il benchmark americano».

I due importanti riconoscimenti ricevuti dalla Bonomo l’hanno certamente segnata come uno dei personaggi, se non IL personaggio, del 2017 nell’ecosistema dell’innovazione e delle start up.

Il suo nome è uscito dalla cerchia degli addetti ai lavori, portando alla ribalta un buon esempio di “made in Italy” che allo stesso tempo smentisce alcuni luoghi comuni e segnala i limiti del nostro sistema nazionale.

«La principale lesson learned è che quasi mai si sbaglia nel valutare un business ma l’errore si commette nel valutare il team, nel comprendere subito se si ha a che fare con persone poco “coachable” o non abbastanza focalizzate ed efficaci.»

Paola Bonomo è tra le 50 donne più influenti nell’hi-tech europeo premiata per una exit di livello americano con una startup (AdEspresso) pensata e nata in Italia ma cresciuta negli Stati Uniti e acquistata da un player canadese.

Si esprime anche sulle risorse, Paola Bonomo, schierandosi in favore dell’Italia e delle idee, quelle vincenti, quelle che in qualche modo, se dovranno avere successo, avranno successo.

“Non basta buttar dentro il soldo per far nascere le startup. Non bastano neanche i finanziamenti pubblici, più o meno oculati. Ricordiamoci che Blablacar, è nata e cresciuta senza incentivi pubblici.

Lo Stato non può fare la culla delle start up. Gli incentivi sono poi spesso costruiti per sviluppare business locali e creare occupazione in determinate regioni, raramente sono di supporto alla nascita di aziende globali.”

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"I miei interessi" è il blog di Conto Facto. 

In questo spazio racconteremo storie di persone che hanno creato valore mettendo i loro interessi al centro della loro vita.

Ma parleremo anche di attualità, di futuro, di come star bene, come migliorare la qualità della vita, come dare spazio a interessi e passioni.

Buona Lettura!

 

 

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