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I Miei Interessi Stories: Matt e Ross Duffer

I Miei Interessi Stories: Matt e Ross Duffer

Matt e Ross Duffer. Il nome di due fratelli sconosciuti fino a poco tempo fa, quello dei creatori della nuova serie gioiello di Netlfix, “Stranger things”, la serie omaggio maturo e riuscitissimo al cinema anni ’80, da Steven Spielberg a John Hughes, passando per I Goonies, Alien e La cosa. Un atto d’amore rivolto ai romanzi di Stephen King, così come ai fumetti di supereroi.

«Abbiamo memorie sbiadite degli anni ’80 - spiega Ross Duffer - ma abbiamo vissuto gran parte della nostra infanzia nell’era pre-Internet e pre-telefono cellulare.

Siamo stati l’ultima generazione a vivere l’esperienza di uscire con gli amici per andare nel bosco o alla ferrovia e l’unico modo in cui i nostri genitori si potevano mettere in contatto con noi era dire, ‘è ora di cena’.

Eravamo anche nerd dei film e avevamo tutte quelle VHS di tutti quei film classici degli 80’s che guardavamo di continuo; è stato il nostro punto di riferimento per capire come fosse vivere a cavallo fra i ’70 e gli ’80».

Matt e Ross Duffer, appassionatissimi di Dungeons & Dragons, il gioco che la serie cita spesso, cominciano a realizzare film praticamente subito, quando sono solo dei bambini “armati” di una videocamera Hi8 regalategli del padre. Una passione che prosegue nel momento in cui i due si iscrivono alla Chapman University.

Dopo aver conseguito la laurea nel 2007, i fratelli Duffer lottano duramente per affermarsi come sceneggiatori nell’affollato panorama cinematografico hollywoodiano.

Nessuno voleva realizzare Stranger Things, sembrava che la sceneggiatura fosse destinata a vagare in un limbo di rifiuti e porte chiuse, finchè non è arrivata nelle mani di Netflix, il resto è storia.

«Non avevamo mai provato a fare TV prima, e non avevamo mai incontrato nessuno dell’industria televisiva poi il produttore Donald De Line ci disse di aver letto il nostro copione per Hidden e ci ha chiesto di fare Wayward Pines. Divenne il nostro campo d’allenamento, e M. Night Shyamalan è diventato un grande mentore per noi. Quando finimmo con quello show, eravamo come ‘Ok, sappiamo come costruire una serie’. Ed era così quando abbiamo scritto Stranger Things.»

Con Stranger Things i fratelli Duffer, non si trastullano nel citazionismo, riescono a raccontarci una storia che risplende della stessa luce dei memorabili capolavori dell’epoca, una storia che vive della stessa anima delle opere che hanno tirato su intere generazioni di ragazzi: la glorificazione, già ai tempi nostalgica ma che ora lo diventa doppiamente, della fanciullezza.

Inizialmente i due fratelli hanno preso spunto per la trama da Prisoner, un thriller del 2003 che parla di un uomo alla ricerca della figlia scomparsa.

“Abbiamo preso quell’idea di un bambino scomparso, combinandola con la nostra sensibilità più infantile. Tipo, possiamo metterci un mostro che mangia le persone? Perché noi siamo nerd e bambini nel cuore, pensavamo fosse la cosa migliore in assoluto.”

Dopo aver scritto la sceneggiatura iniziale di Stranger Things, non avrebbero mai immaginato di avere una chance di raggiungere Netflix, piattaforma per nomi affermati come Jenji Kohan, il creatore di Orange Is the New Black, o per il produttore di House of Cards, il regista David Fincher. Ma ora che lo show è diventato un successo, i Duffer stanno facendo del loro meglio per gioire degli elogi pur restando cauti riguardo il futuro.

“L’incontro tra ordinario e straordinario è qualcosa di simbolico, potente e universale.

Le storie in cui individui che conducono una vita tranquilla devono unire le forze per salvarsi da una minaccia mostruosa hanno sempre avuto molto successo in passato.”

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"I miei interessi" è il blog di Conto Facto. 

In questo spazio racconteremo storie di persone che hanno creato valore mettendo i loro interessi al centro della loro vita.

Parleremo anche di attualità, di futuro, di come star bene, come migliorare la qualità della vita, come dare spazio a interessi e passioni.

Buona Lettura!

 

 

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