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Design Thinking vs Design Sprint

Design Thinking vs Design Sprint

Design Thinking. Un termine sempre più usato nel mondo e non solo dai designer, ma dai manager. Un nuovo fenomeno che unisce realtà distanti dal design come lo conosciamo, che ha portato i designer a operare lontano dai loro contesti classici.

Al Design Thinking si è affiancato un altro approccio, ancora più innovativo, pronto a fare leva sugli aspetti chiave del design e ad arricchire ulteriormente le metodologie a disposizione di consulenti e manager: il Design Sprint.

Il Design Sprint nasce e cresce con Google per supportare la crescita di startup e agevolare lo sviluppo di esperienze digitali. Analizzando tale metodologia è possibile riscontrare una sorta di integrazione tra i principi di fondo del Design Thinking e le pratiche che contraddistinguono gli approcci agili di sviluppo come lo SCRUM.

Se team cretivo e la prototipazione rappresentano le principali similitudini tra Design Thinking e Design Sprint, contributo degli utenti e il processo evidenziano alcune differenze:

Team creativo

Il design thinking e il design sprint sfruttano entrambi le capacità creative dei membri dei loro team, risolvere problemi in modo innovativo.

La metodologia Design Sprint incentiva un approccio maggiormente critico prevedendo un numero maggiore di sessioni dedicate alla riflessione individuale, una differenza significativa rispetto a quanto suggerito dal Design Thinking che invece predilige un lavoro di gruppo.

La prototipazione

La prototipazione è certamente il secondo aspetto che accomuna le due metodologie, entrambe infatti si prefissano come obiettivo la creazione di un prototipo al quale si arriverà iniziando da un’idea di partenza e permettendo al team di lavoro di procedere con la ricerca della soluzione “creativa” di problemi.

La quarta fase del processo di Design Thinking, (la quarta di 5 fasi) denominata Prototipazione , e il penultimo giorno del Design Sprint, sono dedicati alla realizzazione di mockup del prodotto che risolve il problema preso in esame dai team. Entrambi gli approcci fanno leva sulla realizzazione di prototipi per sviluppare le soluzioni.

Contributo degli utenti

Un’ulteriore differenza riguarda il ruolo che l’utente finale ricopre nel processo di innovazione.

Nel Design Thinking l’utente è il punto di partenza del processo, mentre nello Sprint è coinvolto solo alla fine per poter testare e validare la soluzione sviluppata.

Questa differenza è legata al fatto che lo Sprint nasce da una sfida interna alla azienda, mentre il Design Thinking nasce dalla volontà di guardare ai bisogni che gli utenti stanno affrontando e aiutare a risolverli.

Le fasi dei processi

Questo è l’aspetto che differenzia maggiormente i due approcci: i progetti di Design Thinking possono durare ore, giorni, mesi o addirittura anni, quelli di Design Sprint si risolvono tassativamente in 5 giorni lavorativi.

Il Design Thinking predilige fasi divergenti, adatte a generare nuove idee attraverso lunghi momenti di brainstorming.

il Design Sprint è focalizzato alla convergenza, a cui dedica tre giorni su cinque, l’attenzione è posta ai momenti decisionali, che spesso vengono gestiti tramite votazioni.

Proprio il differente ruolo dell’utente e le dinamiche di processo sono gli aspetti chiave che differenziano e permettono di scegliere quale approccio sia preferibile a seconda del problema da affrontare.

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"I miei interessi" è il blog di Conto Facto. 

In questo spazio racconteremo storie di persone che hanno creato valore mettendo i loro interessi al centro della loro vita.

Parleremo anche di attualità, di futuro, di come star bene, come migliorare la qualità della vita, come dare spazio a interessi e passioni.

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