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"B" come "Bond"

"B" come "Bond"

È il termine inglese per indicare le "obbligazioni", uno dei principali strumenti di investimento. Una mini-guida per capire come funzionano e quando conviene acquistarle.

Azioni e obbligazioni: differenze

Conosciamo davvero significato e differenze tra azioni e obbligazioni? Ci basti sapere che si tratta di una delle ripartizioni principali della finanza, comprendere la quale è fondamentale per capire che come si vogliono investire i propri risparmi e con quali obiettivi.

Lo abbiamo visto analizzando la voce “Azione” del nostro glossario, comprare azioni di una società significa acquistare quote di quella società, partecipando al capitale di rischio ed esponendosi dunque a un margine di incertezza in cambio di rendimenti più elevati. Chi invece acquista un’obbligazione (in inglese “bond”) compra parte del debito di una società (o di uno Stato) e ne diventa soltanto creditore.

In linea di principio, dunque, salvo un default (fallimento) della società o dello Stato in questione, il creditore ha diritto a ricevere, allo scadere di una data prefissata, il capitale investito in bond più gli interessi previsti dal contratto.

 

Le tre principali categorie di bond

  • Titoli di Stato: sono i titoli del debito di una nazione che viene finanziata in cambio di un interesse (per esempio i Bot e BTP italiani)
  • Corporate bond: in questo caso l’obbligazione è emessa da una società che si indebita sul mercato. Quasi sempre per accedere a questo mercato bisogna essere una banca o una grossa multinazionale capace di gestire e garantire questo genere di emissioni.
  • Supranational bond: sono i bond emessi da organizzazioni internazionali come la Banca europea degli investimenti o la Banca Mondiale.
  • Si potrebbero aggiungere anche i bond emessi dai comuni, dalle regioni o, per esempio, dagli stati americani che rappresentano la declinazione locale dell’indebitamento diretto sul mercato.

 

Bond: le caratteristiche fondamentali da valutare

 

  • Un valore nominale, che corrisponde al capitale che viene sottoscritto nella fase iniziale e risarcito alla scadenza (al netto degli interessi).
  • Una cedola o coupon, che corrisponde all’interesse periodico che l’emittente paga periodicamente ai propri obbligazionisti.
  • Una scadenza (in inglese maturity) che indica la data entro la quale viene riconsegnato al bondholder il proprio capitale iniziale.
  • Un emittente, ossia la società o lo Stato che hanno emesso le obbligazioni indebitandosi sul mercato.

 

Esistono diversi modi di emettere obbligazioni e anche queste distinzioni sono fondamentali nel mercato dei bond. Un’obbligazione può, infatti, essere emessa:

  • Alla pari (par bond): in questo caso il valore nominale coincide con il valore di emissione. Per esempio, 100€ di un par bond richiedono un investimento di 100€ nell’obbligazione (al netto delle commissioni);
  • Sotto la pari: prezzo di emissione è inferiore al valore nominale. Un investitore compra per esempio 90€ di bond (emissione al 90%) e riceve alla scadenza 100€. La differenza di 10 euro (10%) rappresenta l’interesse percepito. Sono detti anche bond zero-coupon per via della mancanza di cedole. Esempi italiani sono i BOT e i CTZ.
  • Sopra la pari: il prezzo di emissione è maggiore del valore nominale.

Per giudicare la bontà e la qualità di un’obbligazione occorre però considerare anche le valutazioni di apposite agenzie di rating come Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. I parametri variano dallo standard più elevato, “AAA”, fino al più basso, “D”, e misurano il livello di rischio dell’investimento. 

Altre caratteristiche da considerare quando si acquistano obbligazioni

Prima di scegliere di investire in bond, occorre considerare altre caratteristiche fondamentali:

  • A cedola fissa: questo tipo assai diffuso di bond corrisponde un interesse fisso a scadenze stabilite.
  • Obbligazioni indicizzate: pagano una cedola variabile che in genere dipende dall’andamento di un indicatore come un listino azionario, un tasso d’interesse bancario, un cambio valutario e simili.
  • Obbligazioni senza cedola o zero coupon: sono le emissioni sotto la pari di cui sopra. La differenza fra il capitale restituito e quello sottoscritto costituisce il corrispettivo del rischio.
  • Obbligazioni convertibili: sono bond che in determinate condizioni si possono convertire in azioni dell’emittente. In qualche caso sul mercato è stato presentato anche un bond convertendo, ossia un’obbligazione la cui conversione in azioni non era opzionale ma obbligatoria.
  • Bond cum warrant: simili alle convertibili prevedono il diritto alla conversione in azioni che però può essere separato (e negoziato) separatamente dall’azione stessa.

 

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